I templi

  

Il tempio di Karnak era dedicato al culto del dio Amon, protettore dell’ Egitto e del faraone,
nei secoli in cui Tebe fu la capitale. Amon era la divinità che i faraoni avevano ringraziato
dopo aver condotto le loro spedizioni militari vittoriose nella Siria e nella Mesopotamia ;
anche Ramesse II , nel suo racconto della battaglia di Qadesh, lo ricorda come un grande
dio pieno di forza e di coraggio. In Egitto, ogni tempio si chiamava Per Neter ( casa del
dio), perchè era la sua dimora, il luogo in cui si trovava la sua immagine ( la statua ), da
onorare e rispettare per riceverne protezione e aiuto. I templi non erano luoghi di preghiera
aperti a tutti, vi vivevano gli Hemu Neter ( gli addetti al dio ) , sacerdoti e uomini necessari
allo svolgimento delle varie attività. Vi erano magazzini per le provviste, laboratori per il
confezionamento di abiti e stoffe, fabbri, ceramisti e falegnami per la preparazione degli
arredi e degli attrezzi necessari alla vita quotidiana e rituale del tempio; contadini,
responsabili della coltivazione dei terreni, pastori, che curavano le mandrie di proprietà
del dio. In occasione delle feste, la statua del dio usciva dal tempio, e veniva trasportata su
una portantina per le strade del villaggio, o su una barca lungo il fiume.
 
 
 

 
 
Il tempio di Karnak fu uno dei più importanti e grandi. Era circondato da un muro di mattoni
crudi, e un viale lo collegava al Nilo ;  lungo il percorso, erano state collocate ai lati della
strada molte statue di ariete, che proteggevano tra le zampe anteriori la figura del faraone.
L’ ariete era l’ animale che simboleggiava la forza del dio Amon. Il viale terminava daventi ad
un’ ingresso monumentale chiamato pilone, il quale conduceva ad un’ ampio cortile ; seguivano
altri piloni e cortili, poi una splendida sala con colonne altissime a forma di papiro, e nella parte
più interna, si trovavano le sale dedicate alla statua del dio. A sud, altri piloni e un viale
collegavano il tempio di Amon a quello della sua sposa, la dea Mut. In entrambi i templi si
trovava un lago : rettangolare quello del dio, a forma di luna crescente quello della dea.
Sulle rive di quest’ ultimo lago, Drovetti e altri collezionisti, scoprirono le statue della dea
Sekmet. Statue di re, personaggi importanti e divinità che avevano aiutato l’ Egitto, erano
collocate nei vari cortili e nelle sale ; stele scolpite con testi importanti per la storia del paese ;
piccoli edifici, altari, alti obelischi e tavole d’ offerta, consacrati dai vari Faraoni per onorare
Amon, erano innalzati in varie zone dell’ ampio recinto sacro, appartenente al dio.
Molti degli edifici costruiti e delle statue scolpite, si sono conservati, sebbene in alcuni casi in
condizioni molto frammentarie, ma continue attività di restauro permetteranno a tutto ciò che si è
conservato nei millenni, di essere ancora la testimonianza di una grande civilta’ , anche per i
secoli a venire.
 
 

 
 
 
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