Ieri sono stata al Museo Egizio di Torino

                                                                                                           

 

 

Ieri sono stata al Museo Egizio di Torino, e ho scattato moltissime fotografie.
Per ora ne ho potute inserire soltanto una trentina, ma nei prossimi giorni
continuerò ad aggiornare il blog, e alla fine ci ritroveremo con un centinaio
di foto ! Mi scuso per la scarsa qualità delle immagini, ho utilizzato il
cellulare anzichè la fotocamera, perchè i flash rovinano le opere.

 

La visita inizia dal piano terra : ci sono due stanze, una dedicata all’ epoca
Predinastica (IV millennio a.C.), l’ altra all’ Antico Regno (III millennio a.C.). 
Nella parte a sinistra, c’e’ un’ altra piccola stanza dedicata alla decifrazione
dei geroglifici e ai nomi dei Faraoni egizi, che sono elencati sul Papiro Regale.
A fianco a questa stanza, c’e’ una postazione multimediale collegata al progetto
della fondazione IBM ETERNAL EGYPT.
 
Scendendo nel piano interrato, troviamo reperti risalenti al Medio Regno , portati
alla luce da scavi del museo stesso, effettuati a Gebelein, Qau el Kebir e ad Assiut.
Questi erano insediamenti dislocati lungo il corso del Nilo.
 
 
Al piano terra, nella parte destra, c’e’ il tempio di Ellesija, consacrato dal Faraone
Thutmosi III nel 1454 a.C. nell’ area nubiana. Questo tempio, come molti altri, era
destinato a venire sommerso dalle acque del lago di Nasser, creato con la costruzione
della diga di Assuan. L’ Egitto ha donato questo tempio all’ Italia come segno di
riconoscenza per il ruolo avuto nella campagna dell’ Unesco (la campagna per salvare
i templi della Nubia).
Qualche giorno fa’ avevo toccato l’ argomento in maniera più approfondita in un intervento.
 
Nella prima galleria troviamo molte stele e statuette funerarie, le prime dedicate al rito
di offrire i cibi per il passaggio nell’ aldilà, le seconde sono statuette erette per i
defunti e poste all’ interno dei templi.
 
 
Nella seconda galleria, sarcofagi, mummie e papiri con i testi funerari per aiutare il
defunto nel suo cammino verso l’ aldilà. Ci sono inoltre delle statuette chiamate ushabti,
create come sostitute nei compiti terreni : facevano parte dei corredi funerari.
 
Poi c’e’ la tomba di ignoti : un gruppo tombale risalente al periodo dell’ Antico Regno,
del quale manca però l’ identificazione.

C’e’ la tomba dell’ architetto Kha e di sua moglie, trovata con un’ intatto corredo funerario.

 
Moltissimi reperti risalenti al Nuovo Regno , nella sala successiva, ci portano a Deir el Medina
nel villaggio degli artigiani, i quali erano impegnati nella costruzione delle tombe della Valle
dei Re e della Valle delle Regine.

Poi testi geroglifici, ieratico corsivo, demotico e copto sono asposti in una sala insieme ad

una serie di frammenti di arenaria.
 
 
C’e’ una sezione che ci propone un’ affresco della tomba del cancelliere Itik.
Questo affesco ci illustra la consegna delle offerte funerarie, il sacrificio di un’animale, e scene di vita
quotidiana come l’ allevamento del bestiame, la vendemmia, la produzione del pane e della birra,
e il riempimento dei granai.

Poi troviamo la galleria Tolemaica, che ci ricorda la conquista dell’ Egitto da parte di

Alessandro il Grande (332 a.C.), il quale introdusse una monarchia di lingua greca. 
L’ epoca Tolemaica duro’ fino alla sconfitta di Cleopatra (31 a.C.).
 
La Galleria Romana è dedicata al II secolo d.C. , un’ epoca di grandi cambiamenti dovuti
all’ avvento del cristianesimo. La scrittura cambiò e venne introdotto il copto.
Anche la scultura e la pittura mutarono.

QUESTA E’ SOLTANTO UNA DESCRIZIONE, LE IMPRESSIONI PERSONALI ARRIVERANNO

NEI PROSSIMI GIORNI INSIEME ALLE FOTO !
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

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